Oggi voglio parlare di musica e di tradizioni…della musica e delle tradizioni della nostra bella e tanta amata terra… “la Calabria”. Lo farò parlandovi dei badolatesi Marasà; un gruppo che porta avanti con orgoglio le tradizioni della nostra regione, e in particolare di Badolato.

La prima volta che venni a conoscenza dei Marasà, fu il 14 Agosto del 2004, in occasione del concerto di Piero Pelù a Soverato (Cz): Mimmo Audino, munito di chitarra e accompagnato dal suono dell’organetto prese a intonare la classicissima “Abballati Abballati” insieme al rocker fiorentino. Immaginatevi che strana ma bella sensazione; ascoltare un canto tradizionale calabrese cantato in fiorentino, nientemeno che dal Pelù!!!
Io saltai in aria più di prima, con un dolce brivido che mi percorreva per tutto il corpo. La stessa situazione si verifico l’11 Agosto del 2005, in occasione di un concerto indimenticabile (sempre di Piero P.) che si è tenuto all’interno del campo sportivo di Badolato M.na (n.d.r.grazie agli organizzatori della Festa dell’Unità).

In seguito incontrai la mia amica di mille concerti Giusy Scarpino, una fan scatenata di Piero Pelù e dei Litfiba come me. Tale incontro avvenne in occasione della sua festa di laurea; dove io facevo il deejay: e a un certo punto della serata, dopo avermi fatto mettere una miriade di hits litfibiane, mi porse un cd “Ad Aria – Marasà”, e mi disse: metti la numero 10 – la “Sangiuvannisa”, una bellissima canzone dai ritmi veloci e travolgenti. A quel punto tutti incominciarono a danzare scatenandosi e improvvisando al momento folk calabrese. Io naturalmente gli dissi subito: “questo me lo presti”.
Da allora nel mio Ipod, tra gli artisti di fama nazionale e mondiale – tra cui Piero e i Litfiba- ci sono i calabresi Marasà, che ascolto sempre con gusto.

Siamo a Catanzaro Lido, è il 19 Agosto del 2008. Sono carico di adrenalina come prima di ogni concerto, ma soprattutto, sono ansioso e curioso, di sentire finalmente per la prima volta i Marasà dal vivo in formazione completa nel loro ultimo tour “Stasira ni volimu divertira”. Mi dirigo verso il palco, alla ricerca di Mimmo Audino con l’intento di fare la sua conoscenza e fare una foto insieme a lui. A un tratto mi sento chiamare da una voce familiare; mi volto e vedo Giusy. Così, come a ogni concerto di Piero ci uniamo per goderci il concerto insieme..e insieme finiremo nella foto con Mimmo e Sergio.


Alle 22.30 inizia il concerto: i Marasà aprono con “Missionari”. E’ subito un susseguirsi di belle canzoni tradizionali calabresi rielaborate a modo loro: veloci, cariche di ritmo e con una batteria e un basso potenti come nel rock. La loro musica – scrivono nel loro sito – richiama lo stile esecutivo alla “battente” tipico della zona delle Serre calabresi, che trova la sua zona di diffusione elettiva proprio nell’aria in cui vivono e operano i Marasà. Note lunghe tenute fino ad esaurire l’aria nei polmoni, “rotuliàte” alla battente, voci che prima si alternano per poi incontrarsi-scontrarsi in una dimensione polivocale che ben poco a che fare con l’armonia a cui noi “ascoltatori moderni” siamo abituati.
Mimmo e Sergio a ogni canzone, ne spiegano il significato e il paese d’origine: tra l’altro sono fiero e orgoglioso, dato che un paio o più canzoni provengono da S.Maria di Cz, il quartiere in cui vivo; anche se ultimamente, come dice sempre Giusy, la nostra città ha chiuso gli occhi, forse perchè vuole dimenticare le sue origini; si vuole sentire all’avanguardia, vuole cancellare il suo passato….
Io penso che il problema riguardi in generale, forse un po’ tutta la nostra terra; c’è timore, paura di essere giudicati e forse c’è anche un po’ di vergogna nel portare avanti le nostre tradizioni, di suonare e ballare la nostra bella e genuina musica… di sentirsi “calabresi”. Eppure non ho mai visto un brasiliano vergognarsi perché suona e balla la samba. Per questo, come dice Giusy: ammiro tantissimo Mimmo Audino e il suo gruppo che con grinta portano avanti il loro progetto senza dimenticare mai che, quella che suonano è la musica dei nostri papà, dei nostri nonni, della nostra regione… è semplicemente “La nostra musica”.
In chiusura un plauso ai Marasà, per essere stati capaci di coinvolgere, di far ballare e cantare tutto il pubblico di Catanzaro lido, trasformando il pubblico di piazza Brindisi, mai avvezzo a questo tipo di serate, in una “grande festa”. Infine sono contento per aver visto quella sera, ballare, cantare e divertirsi una miriade di turisti e di giovani, il che mi fa capire, che qualcosa qui sta cominciando a muoversi.
Grazie Marasà! Continuate cosi, io vi seguirò.

Per saperne di più sui Marasà, visitate il loro sito: www.marasaband.it

Ringraziamenti: A Piero Pelù per avermi portato a conoscenza – tramite i suoi concerti – dei Marasà, e a Giusy per avermi dato una mano in questo Post. Grazie!